Carbon neutrality: pubblicata la ISO 14068:2026

Carbon neutrality: pubblicata la ISO 14068:2026

DATA

22.09.2026

Pubblicata la ISO 14068:2026 sulla carbon neutrality: misurazione, riduzione delle emissioni e compensazione entrano in un percorso strutturato.

La nuova edizione dello standard internazionale conferma un principio chiave: la neutralità carbonica parte dalla misurazione e dalla riduzione delle emissioni, non dalla sola compensazione. L’11 settembre 2026 è stata pubblicata la ISO 14068:2026 – Climate change management — Carbon neutrality, lo standard internazionale che definisce principi, requisiti e indicazioni per raggiungere e dimostrare la neutralità carbonica.

La norma sostituisce la precedente ISO 14068-1:2023 e si applica a una pluralità di soggetti, tra cui organizzazioni, prodotti e servizi.

Il punto centrale è la gerarchia delle azioni da intraprendere: la riduzione delle emissioni di gas serra, dirette e indirette, e l'incremento delle rimozioni all’interno della catena del valore hanno priorità rispetto alla compensazione delle emissioni residue.

Per un’impresa, dichiarare la carbon neutrality significa quindi costruire un percorso strutturato, che parte dalla conoscenza della propria impronta climatica. La Carbon Footprint di Organizzazione (CFO) permette di quantificare le emissioni associate alle attività aziendali, mentre la Carbon Footprint di Prodotto (CFP) consente di analizzare le emissioni generate lungo il ciclo di vita di uno specifico prodotto o servizio.

La misurazione rappresenta però il punto di partenza. I dati raccolti devono consentire di individuare le principali fonti emissive, definire priorità di intervento e costruire un piano di riduzione, monitorandone nel tempo risultati ed efficacia. Efficienza energetica, revisione dei processi, utilizzo di fonti energetiche a minore intensità carbonica, progettazione dei prodotti e coinvolgimento della supply chain possono diventare così parti di una strategia coordinata.

Solo successivamente entra in gioco la compensazione delle emissioni residue, all’interno di un percorso nel quale riduzioni, rimozioni e strumenti di offsetting devono essere gestiti in modo coerente e documentabile. L’acquisto di crediti, da solo, non rappresenta quindi un percorso sufficiente per sostenere una dichiarazione di neutralità carbonica.

La ISO 14068 definisce infatti requisiti anche per gli impegni di carbon neutrality e per le relative dichiarazioni, inserendoli all’interno di un processo che comprende quantificazione della Carbon Footprint, interventi di riduzione, eventuali rimozioni e compensazione delle emissioni residue. La qualità dei dati, la tracciabilità delle informazioni e la capacità di dimostrare le azioni intraprese diventano quindi elementi essenziali per sostenere nel tempo gli obiettivi climatici dell'organizzazione.

Per le imprese, il tema si sposta così dalla semplice dichiarazione di un obiettivo alla costruzione di un sistema misurabile e verificabile di gestione delle emissioni, capace di collegare dati ambientali, processi produttivi e decisioni di miglioramento.

CSMT affianca le aziende nella misurazione e gestione degli impatti ambientali, attraverso attività di Life Cycle Assessment, Carbon Footprint di Prodotto, Carbon Footprint di Organizzazione e inventari GHG. L’approccio parte dalla raccolta e dalla qualità dei dati per individuare le principali fonti emissive e gli hotspot, definire priorità di intervento e costruire strategie di riduzione coerenti con gli obiettivi dell’organizzazione.

L’obiettivo è trasformare la misurazione in uno strumento operativo a supporto delle decisioni, collegando dati ambientali, processi produttivi e azioni di miglioramento, fino alla definizione di percorsi strutturati verso la carbon neutrality.


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