Passaporto Digitale di Prodotto: il DPP entra nella fase operativa

Passaporto Digitale di Prodotto: il DPP entra nella fase operativa

DATA

03.08.2026

Il Registro europeo è operativo e iniziano a definirsi gli standard tecnici per la gestione e lo scambio dei dati di prodotto.

Il percorso verso il Passaporto Digitale di Prodotto compie un nuovo passo. Dal 20 luglio 2026 è operativo il Registro europeo DPP, l’infrastruttura prevista dal Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR) per identificare e registrare i passaporti digitali dei prodotti.

L’apertura del Registro non coincide con l’avvio automatico degli adempimenti. L’effettiva applicazione del DPP dipenderà dalle disposizioni dedicate alle singole categorie merceologiche, ancora in fase di definizione. La novità rende però più concreto il percorso di attuazione. Per le imprese, il tema non riguarda più soltanto la futura conformità normativa, ma la capacità di collegare dati, prodotti, sistemi informativi e soggetti della filiera.

Che cos’è il Registro europeo DPP
Il DPP Registry è la banca dati centrale gestita dalla Commissione europea per registrare gli identificativi dei prodotti e collegarli ai rispettivi passaporti digitali. Le sue regole operative sono definite dal Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1778, adottato il 16 luglio 2026.

Il sistema europeo si basa su un’architettura decentralizzata: il Registro conserva gli elementi necessari a identificare il prodotto e a verificare la presenza del relativo passaporto, mentre i dati completi rimangono sotto la responsabilità degli operatori economici.

Il Registro consentirà di:
  • identificare prodotti e operatori economici;
  • verificare l’esistenza e l’accessibilità del passaporto;
  • gestire i dati essenziali di registrazione;
  • supportare i controlli delle autorità di mercato e doganali.
Il DPP assume quindi una funzione concreta nei processi di tracciabilità, conformità e circolazione dei prodotti sul mercato europeo.

Non solo un QR code
Parallelamente all’avvio del Registro, la Commissione europea ha riconosciuto le prime norme armonizzate per l’infrastruttura del DPP. Il QR code, o un altro data carrier, rappresenterà soltanto il punto di accesso alle informazioni. La parte più complessa riguarda la capacità di rendere i dati strutturati, aggiornabili, leggibili dai sistemi informatici e utilizzabili da imprese, piattaforme e autorità differenti.

Per le aziende sarà quindi necessario chiarire:
  • da dove provengono le informazioni;
  • in quali sistemi sono conservate;
  • chi è responsabile della loro validazione;
  • con quale frequenza vengono aggiornate;
  • come vengono associate al prodotto, al lotto o al componente corretto.
La qualità del dato e la sua integrazione nei processi aziendali diventano elementi centrali per affrontare il DPP.

Quali filiere saranno interessate
Il calendario europeo concentra inizialmente l’attenzione su alcune categorie prioritarie, tra cui ferro e acciaio, alluminio, prodotti tessili, pneumatici, mobili e materassi. La presenza di ferro, acciaio e alluminio tra le priorità rende il tema particolarmente vicino alle filiere industriali del territorio. Anche le imprese che non commercializzano direttamente il prodotto finale potranno essere chiamate a fornire dati tecnici, ambientali e di tracciabilità ai propri clienti.

Il primo ambito in cui il passaporto diventerà concretamente obbligatorio è quello delle batterie. A partire dal 18 febbraio 2027 interesserà le batterie per veicoli elettrici, quelle destinate ai mezzi di trasporto leggeri e alcune batterie industriali (Regolamento (UE) 2023/1542).

La sfida per le imprese
La preparazione al DPP richiede un coordinamento trasversale tra progettazione, produzione, qualità, acquisti, sostenibilità, supply chain e sistemi informativi. Non potrà quindi essere affrontata come un’attività isolata di un singolo reparto. Sarà necessario ricostruire il percorso delle informazioni lungo il ciclo di vita del prodotto e verificare che i dati siano affidabili, aggiornati e collegabili in modo univoco.

La nuova fase operativa consente alle imprese di avviare verifiche più concrete:
  • individuare prodotti e filiere potenzialmente interessati;
  • chiarire il proprio ruolo nella generazione e trasmissione dei dati;
  • verificare la presenza di identificativi univoci;
  • analizzare la possibilità di collegare informazioni provenienti da sistemi differenti;
  • valutare un progetto pilota su una famiglia di prodotti o componenti.
L’obiettivo è costruire una base tecnica e organizzativa in grado di adattarsi alle future disposizioni.

In cosa possiamo supportare le aziende
Il Digital Product Passport richiede l’integrazione di competenze normative, ambientali, digitali e tecnico-ingegneristiche. CSMT può affiancare le imprese mettendo in relazione caratteristiche del prodotto, processi industriali, dati ambientali e sistemi informativi.

Il supporto può comprendere:
  • analisi dei prodotti e delle filiere potenzialmente coinvolti;
  • ricostruzione delle fonti e delle responsabilità del dato;
  • verifica dell’integrazione tra sistemi aziendali;
  • definizione di casi pilota e priorità di intervento;
  • progettazione di soluzioni per la raccolta e lo scambio delle informazioni;
  • individuazione di opportunità di finanziamento.

Preparati al DPP con CSMT
Vuoi capire come il Passaporto Digitale di Prodotto potrebbe impattare sulla tua azienda e da quali attività iniziare? Prenota una call con il nostro team per valutare dati, processi e sistemi informativi e definire un possibile percorso di preparazione.

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