Smart&Start Italia: le novità introdotte dal decreto MIMIT 2026

Smart&Start Italia: le novità introdotte dal decreto MIMIT 2026

DATA

09.09.2026

Disciplina Smart&Start Italia, l’incentivo gestito da Invitalia per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

Smart&Start Italia: le novità introdotte dal decreto MIMIT 2026
Procedure semplificate, maggiore apertura agli investitori e nuovi requisiti per l’incentivo dedicato alle startup innovative.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aggiornato la disciplina di Smart&Start Italia, l’incentivo gestito da Invitalia per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative ad alto contenuto tecnologico.
Il Decreto Ministeriale del 13 luglio 2026 conferma l’impianto principale della misura, ma introduce alcune novità che interessano sia la presentazione dei progetti sia il rapporto tra finanziamento pubblico e capitale privato.

Le agevolazioni confermate

Smart&Start Italia finanzia piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro attraverso un finanziamento a tasso zero che copre fino all’80% delle spese ammissibili.
La copertura può raggiungere il 90% per le startup interamente costituite da donne o giovani sotto i 36 anni e per quelle che includono un dottore di ricerca impegnato all’estero. Per le iniziative localizzate nel Centro-Sud è inoltre prevista una quota a fondo perduto del 30%.

Cosa cambia

Tra le principali novità introdotte dal decreto:

  • l’adeguamento ai nuovi requisiti previsti per le startup innovative, con l’esclusione delle imprese che svolgono prevalentemente attività di agenzia o consulenza;
  • la possibilità di applicare procedure di valutazione semplificate ai piani fino a 250.000 euro e alle startup che hanno già concluso positivamente un precedente progetto Smart&Start;
  • modalità più snelle per la rendicontazione delle spese;
  • l’estensione dei servizi di tutoraggio tecnico-gestionale alle startup costituite da non più di 36 mesi;
  • l’ampliamento delle categorie di investitori che possono consentire la conversione di una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto, includendo anche partner tecnologici qualificati e specifici investitori extra-UE;
  • nuove premialità per le startup in possesso della certificazione della parità di genere o che finanziano almeno il 30% del progetto attraverso partner tecnologici;
  • l’obbligo di essere in regola con la copertura assicurativa contro eventi catastrofali e calamità naturali.

Il decreto disciplina inoltre con maggiore chiarezza le operazioni societarie: in presenza dei requisiti previsti, le agevolazioni potranno essere mantenute anche in caso di cessione totale delle quote.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

Le modifiche diventeranno operative con la pubblicazione della circolare attuativa del MIMIT. Fino a quel momento continueranno ad applicarsi le disposizioni attualmente in vigore.
Per le startup che stanno preparando un nuovo piano d’impresa o programmando un aumento di capitale, diventa quindi importante verificare in anticipo requisiti, coperture finanziarie e caratteristiche degli investitori coinvolti.

CSMT affianca startup e spin-off nella valutazione delle opportunità di finanziamento e nella costruzione di progetti di sviluppo coerenti con gli obiettivi tecnologici e industriali dell’impresa.

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