Passaporto digitale di prodotto: dati, tracciabilità e nuove sfide per le imprese

Passaporto digitale di prodotto: dati, tracciabilità e nuove sfide per le imprese

DATA

04.05.2026

Il DPP Digital Product Passport introduce nuove logiche di tracciabilità e gestione dei dati di prodotto.

Il 2026 rappresenta la fase chiave di attuazione del Passaporto Digitale di Prodotto - Digital Product Passport, DPP, non è ancora l’anno di un’applicazione generalizzata ma per le imprese è il momento di prepararsi. 

Con il Regolamento (UE) 2024/1781, noto come Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), l’Unione europea ha definito il quadro normativo per introdurre progressivamente nuovi requisiti di sostenibilità, tracciabilità e trasparenza dei prodotti immessi sul mercato europeo.

Il DPP non sarà un obbligo unico e immediato per tutte le imprese, ma verrà introdotto attraverso atti delegati specifici per categoria di prodotto, che definiranno nel dettaglio dati richiesti, modalità di accesso, supporti di identificazione e tempistiche applicative.

Per le aziende il tema è già attuale: prepararsi al DPP significa iniziare a strutturare dati, processi e sistemi in modo coerente con le future richieste normative e con le nuove aspettative di filiera.

Cos’è il Passaporto Digitale di Prodotto

Il  Passaporto Digitale di Prodotto - Digital Product Passport DPP è un insieme strutturato di informazioni riferite a un prodotto, accessibile tramite un data carrier, come ad esempio un QR code o una soluzione equivalente.

Le informazioni contenute nel DPP saranno definite a livello settoriale e potranno riguardare, in base alla categoria di prodotto, composizione, materiali, tracciabilità della filiera, uso, manutenzione, riparabilità, sostenibilità, riciclabilità e fine vita.

L’obiettivo è rendere disponibili dati affidabili, interoperabili e verificabili, utili a imprese, clienti, autorità di controllo e altri attori della filiera.  Il DPP non è solo uno strumento di compliance, ma un nuovo modello di gestione delle informazioni di prodotto lungo l’intero ciclo di vita.

Il quadro applicativo si sta definendo progressivamente. Nel Working Plan ESPR 2025–2030, la Commissione europea ha individuato le prime categorie prioritarie su cui lavorare nei prossimi anni.; tra queste rientrano: ferro e acciaio, alluminio, tessile e abbigliamento, pneumatici, mobili, materassi.

Per queste categorie le date indicate nel piano rappresentano una timeline orientativa per l’adozione delle prime misure. Non coincidono automaticamente con l’avvio degli obblighi per le imprese, che dipenderà dagli atti delegati e dai relativi tempi di applicazione.

La prima scadenza già definita in modo puntuale riguarda invece il settore batterie: dal 18 febbraio 2027 il battery passport si applicherà alle batterie per mezzi di trasporto leggeri, alle batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh e alle batterie per veicoli elettrici.

Per il tessuto manifatturiero lombardo, l’inclusione di materiali intermedi come ferro, acciaio e alluminio è un segnale importante: il DPP toccherà progressivamente non solo i prodotti finiti, ma anche le filiere produttive e i fornitori a monte.

Ecodesign for Sustainable Products and Energy Labelling Working Plan 2025-2030: Approfondisci

Perché le imprese devono prepararsi ora

Il punto centrale non è attendere la pubblicazione dell’obbligo specifico per il proprio settore, ma iniziare a costruire le condizioni per essere pronti.

Il DPP richiederà alle imprese di gestire in modo più strutturato le informazioni di prodotto e di filiera:
  • mappare i dati già disponibili e individuare quelli mancanti;
  • verificare la qualità e l’affidabilità delle informazioni raccolte;
  • integrare dati tecnici, ambientali e documentali;
  • rendere interoperabili sistemi e processi aziendali;
  • coinvolgere fornitori, partner e funzioni interne.
Si tratta di costruire una governance del dato capace di collegare progettazione, produzione, sostenibilità, qualità, IT e supply chain. Le imprese che iniziano oggi questo percorso potranno affrontare i futuri obblighi con maggiore solidità, riducendo complessità e costi di adeguamento. Allo stesso tempo, potranno valorizzare il DPP come leva di trasparenza, qualificazione della filiera e posizionamento competitivo.

DPP, sostenibilità e digitalizzazione della filiera

Il Passaporto Digitale di Prodotto si colloca all’intersezione tra sostenibilità e trasformazione digitale. Da un lato, risponde alla necessità di rendere più trasparenti le informazioni ambientali e prestazionali dei prodotti. Dall’altro, richiede infrastrutture digitali, sistemi interoperabili e processi aziendali capaci di generare, aggiornare e condividere dati affidabili.

Per molte imprese, il DPP potrà diventare anche un’occasione per migliorare la gestione interna delle informazioni: dati tecnici, distinte materiali, certificazioni, informazioni ambientali, tracciabilità dei fornitori e documentazione di prodotto dovranno essere progressivamente organizzati in modo più coerente.

È un cambio culturale e operativo che riguarda l’intera azienda, non solo l’area sostenibilità.

Il DPP rappresenta un ambito in cui queste competenze convergono: richiede analisi normativa, comprensione dei processi industriali, gestione del dato, integrazione tecnologica e capacità di costruire percorsi di adeguamento sostenibili per l’impresa.

In cosa possiamo supportare le aziende:

  • valutazione dell’impatto del DPP rispetto al settore e alla tipologia di prodotto;
  • analisi dei dati disponibili e dei gap informativi;
  • mappatura della filiera e dei flussi documentali;
  • definizione di un percorso di preparazione progressivo;
  • individuazione di possibili opportunità di finanziamento;
  • supporto alla progettazione di soluzioni digitali e interoperabili.
L’obiettivo è affiancare le imprese nel cambiamento normativo e trasformarlo in un’occasione per rafforzare processi, dati e competitività.


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