Cybersecurity industriale e Regolamento Macchine (UE) 2023/1230

Cybersecurity industriale e Regolamento Macchine (UE) 2023/1230

DATA

14.10.2026

Cybersecurity industriale: il nuovo Regolamento Macchine accelera la sicurezza degli impianti

Software, sistemi di controllo, reti di comunicazione e accessi da remoto sono sempre più integrati nei processi produttivi e rappresentano elementi da considerare nella valutazione dei rischi per la sicurezza di una macchina industriale. 

Con l'avvicinarsi del 20 gennaio 2027, data di applicazione del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, la cybersecurity industriale assume un ruolo ancora più rilevante per costruttori di macchine, integratori di sistemi e imprese manifatturiere. La normativa introduce requisiti specifici per proteggere macchine e sistemi di comando da alterazioni accidentali o intenzionali che potrebbero comprometterne la sicurezza.

Ma la questione va oltre la conformità normativa: quanto sono effettivamente sicure le macchine e le reti industriali presenti negli stabilimenti produttivi?

Macchine connesse e nuovi rischi per la produzione

L'evoluzione dell'automazione industriale ha aumentato l'interconnessione tra macchinari, PLC, sensori, sistemi di supervisione e infrastrutture informatiche aziendali. Questa integrazione permette di monitorare i processi, raccogliere dati e migliorare l'efficienza produttiva, ma introduce anche nuove vulnerabilità.  Accessi remoti non adeguatamente protetti, dispositivi con credenziali predefinite, reti non segmentate, software non aggiornati o configurazioni non corrette possono esporre gli impianti a rischi informatici e operativi. Un'anomalia o un accesso non autorizzato può incidere sulla disponibilità delle macchine, sull'integrità dei dati di processo e, nei casi più critici, sulla sicurezza del funzionamento. Proteggere l'infrastruttura industriale significa quindi tutelare anche la continuità produttiva, l'affidabilità degli impianti e gli investimenti tecnologici dell'azienda.

Dal Regolamento Macchine alla sicurezza operativa

Il nuovo Regolamento introduce, tra i requisiti essenziali di sicurezza, la protezione dall'alterazione di componenti hardware, software e dati rilevanti per la sicurezza delle macchine. Si tratta di un cambiamento importante, che richiede di considerare i possibili effetti delle vulnerabilità digitali già nella progettazione dei macchinari e dei relativi sistemi di comando. Parallelamente, il Cyber Resilience Act e il quadro normativo europeo sulla cybersicurezza rafforzano l'attenzione verso la protezione dei prodotti digitali, la gestione delle vulnerabilità e la sicurezza lungo il ciclo di vita delle tecnologie. Per le imprese, questi sviluppi rappresentano un'occasione per valutare in modo più strutturato la sicurezza delle proprie infrastrutture industriali, distinguendo gli obblighi normativi applicabili dalle opportunità di miglioramento tecnico.

Assessment e remediation: da dove iniziare?

La messa in sicurezza di un ambiente produttivo richiede innanzitutto una conoscenza approfondita delle macchine, dei dispositivi connessi e delle reti di comunicazione. Un assessment tecnico consente di individuare le potenziali vulnerabilità e definire le priorità di intervento, considerando le caratteristiche degli impianti e le esigenze di continuità operativa.

  • Analisi delle reti industriali: mappatura dei dispositivi, delle connessioni e dei flussi di comunicazione tra macchine e sistemi aziendali;
  • Valutazione delle vulnerabilità: verifica delle configurazioni, dei sistemi di controllo e dei potenziali punti di esposizione;
  • Gestione degli accessi: controllo delle autenticazioni, delle credenziali e delle modalità di collegamento remoto agli impianti;
  • Segmentazione e protezione delle reti: definizione di misure per limitare gli accessi non autorizzati e ridurre la propagazione di eventuali incidenti;
  • Remediation e messa in sicurezza: pianificazione e realizzazione degli interventi tecnici necessari a ridurre i rischi individuati.

Queste attività devono essere sviluppate tenendo conto delle specificità degli ambienti industriali, dove ogni intervento sui sistemi di automazione richiede attenzione alla disponibilità degli impianti, alla sicurezza e alla compatibilità con le tecnologie esistenti.

Competenze tecniche e formazione per una sicurezza duratura

La cybersecurity industriale non si esaurisce con l'installazione di strumenti di protezione. La gestione delle reti, la diagnostica, la manutenzione e la corretta configurazione dei dispositivi richiedono competenze aggiornate e una collaborazione sempre più stretta tra personale IT, responsabili OT, progettisti e manutentori.

In questo contesto, CSMT come Polo Tecnologico di Brescia e HUB dell'Innovazione, può essere un punto di partenza e un interlocutore super partes grazie alle competenze del proprio Centro di Competenza Profibus Profinet, attivo nella diagnostica, nell'affidabilità delle reti di automazione e nell'Industrial Cybersecurity - primo centro di competenza italiano in collaborazione con l'Università degli Studi di Brescia. 

L'integrazione tra analisi tecnica, interventi di miglioramento e sviluppo delle competenze permette alle aziende di affrontare la sicurezza industriale con un approccio progressivo, orientato alle effettive esigenze produttive.

L'obiettivo è avere impianti più affidabili, sicuri e pronti a sostenere l'evoluzione tecnologica.

Valutare la sicurezza delle proprie reti industriali

CSMT è a disposizione delle imprese per un confronto tecnico sui requisiti, sulle attività di assessment e sulle opportunità di miglioramento della sicurezza delle macchine e delle infrastrutture industriali.

Contatta CSMT per valutare le esigenze della tua azienda e individuare possibili percorsi.

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