Monday, 28 January 2013 10:45

18.01.2013: Progetto Cosmos su Rai Uno

I risultati del progetto Cosmos sono stati presentati nella puntata del 18 Gennaio sulla rete nazionale italiana (RAI) alla trasmissione Uno Mattina.
Oltre alla descrizione del progetto, è stato dato risalto alle numerose possibilità con il quale le ceneri prodotte possono essere riutilizzate per produrre numerosi manufatti. In questo caso si fa riferimento alla creazione di gioielli creati attraverso l’aggiunta di resine e polimeri al composto di scarto prodotto dal processo di lavorazione.

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Nel mese di gennaio un altro articolo è stato dedicato da parte del Corriere della Sera per un progetto a cui anche stavolta il centro Csmt ha contribuito: parliamo del progetto H-Reii (Heat Recovery in Energy Intensitive Industries), lanciato dalla società bresciana Turboden, insieme alla provincia di Brescia, il Centro servizi multisettoriale tecnologico (Csmt), Aib e la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia. Siderurgie, industrie chimiche e del vetro, fonderie e cementifici ogni giorno disperdono nell’aria tutto il calore in eccesso degli impianti produttivi e dei processi di lavorazione. Un calore di scarto che invece potrebbe essere recuperato e convertito in energia elettrica, portando nelle industrie il concetto di efficienza energetica.

 


                                     

Nel mese di Gennaio il Corriere della Sera ha dedicato un articolo ad un progetto europeo a cui Csmt ha partecipato in prima linea: il progetto Cosmos (COlloidal Silica Medium to Obtain Safe inert) conclusosi dopo tre anni, dal quale sta nascendo il nuovo progetto Cosmos Rice. Attraverso uno scarto composto da silice e ceneri di carbone utilizzato nei test in laboratorio si è giunti alla possibilità di inertizzare i metalli pesanti delle ceneri tossiche, rendendole performanti e, in alcuni casi migliori delle materie prime tradizionali.

«Il salto più importante», come dichiarato al giornale da Alberto Turano, project manager di Csmt, «è stato passare da inertizzare pochi grammi a lotti da 200 chili. Il rischio era che la cenere tossica reagisse in maniera diversa se processata in tali quantità. Invece, non c’è stato nessun rilascio di sostanze pericolose e il risultato dei laboratori è rimasto inalterato». Un’operazione che ha permesso di ottenere ingenti quantità di cenere inertizzata che, in questi anni, è stata sperimentata con successo da diverse aziende che lavorano plastica, piani cottura e manti stradali, come aggiunta ad altri materiali.

                                                                   

 

L’art. 1, commi 95-97 della L. 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013) ha istituito un nuovo credito d’imposta per incentivare la ricerca e lo sviluppo delle imprese.
 
Il credito verrà riconosciuto ai seguenti soggetti: persone fisiche esercenti attività commerciale, ancorché gestita in forma di impresa familiare, comprese le aziende coniugali; società in nome collettivo e in accomandita semplice; le società di armamento; società di fatto che abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciale; consorzi tra imprese; società per azioni; società in accomandita per azioni; società a responsabilità limitata; società cooperative e di mutua assicurazione; enti pubblici e privati, diversi dalle società, aventi ad oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale; enti pubblici e privati, diversi dalle società, non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale, limitatamente al reddito derivante dall’attività commerciale esercitata; stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.
Monday, 17 December 2012 14:53

Cosmos: evento di chiusura

Il 14 Dicembre si conclude dopo tre anni di attività il progetto Cosmos che ha visto la collaborazione di CSMT e dell’università degli studi. Il Giornale di Brescia ha dedicato un articolo sul convegno finale tenutosi nella sede di via Branze illustrando la storia del progetto e i risultati ottenuti in questi tre anni di lavoro.

Per vedere l’articolo clicca qui.

                                                                                                      

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